Jong Il-Gwan ad un passo dal Partizan Belgrado

E’ il Partizan Belgrado la porta per l’Europa di Jong Il-Gwan. Il giovane attaccante coreano prenderà parte alla tournee di preparazione dei belgradesi in Turchia dall’8 gennaio e verrà valutatao dall’allenatore dei bianconeri Marko Nikolić.

 

 
Il direttore generalde del Partizan, Darko Grubor, ha inviato in Corea una lettera di garanzia che prevede anche la possibilità per il giovane di giocare tutte le partite della nazionale.

Fahrija Šekularac ha dichiarato: “questo è un grande giocatore ed è poco costoso”.

 

 

Il profilo di Jong Il-Gwan:
Il 19enne coreano Jong Il Gwan è considerato uno dei maggiori talenti del calcio asiatico: John Duerden, esperto di calcio per la BBC e per Sport Illustrated, l’ha inserito nella lista dei 10 giovani più interessanti del continente. L’AFC, Asian Football Confederation, l’ha eletto miglior giovane del 2010, bissando così il titolo di MVP conquistato dopo il Campionato Asiatico Under-19.
Nato a Pyongyang il 30 ottobre 1992, Jong è un attaccante di movimento, che può giocare sia largo sia da punta centrale, molto abile palla al piede, dotato di grande tecnica e velocità.
Dopo aver cominciato a giocare da giovanissimo nella squadra della scuola primaria Pyongyang Hasin e nelle successive selezioni giovanili scolastiche, è entrato nel gruppo sportivo dell’esercito coreano e attualmente milita nella squadra del 25 Aprile, la più forte tra le squadre del campionato della RPDC.
Entra nel giro delle nazionali minori nel 2007 e guida l’Under 16 alla qualificazione per i campionati asiatici di categoria, che si giocano in Uzbekistan, superando il girone contro Australia e Malaysia. L’AFC però, in seguito alla violazione di un regolamento squalifica la RPDC (assieme ad altre 8 nazionali).
Due anni dopo è tra i protagonisti delle qualificazioni al campionato asiatico Under-19 che si giocano in Cina, segnando 7 reti nelle 5 partite del girone, rimanendo a secco solo nella sfida finale inutile contro la Cina, con entrambe le squadre già qualificate.
Sempre in Cina, nell’ottobre dell’anno successivo, si giocano i Campionati Under-19. Jong Il Gwan parte nelle prime partite dalla panchina, ma quando diventa titolare è devastante: segna il gol che chiude la partita contro la Cina nei quarti di finale (2-0), apre le danze nel derby di semifinale contro la Sud Corea (2-0) e mette a segno una fantastica tripletta in finale contro l’Australia (3-2), mettendo in mostra tutte le sue qualità: primo gol supera in dribbling l’intera difesa oceanica con bel tiro di destro, secondo gol anticipa con velocità il difensore avversario prima di calciare a rete di sinistro, terza rete da vero opportunista, approfitta di un errore del portiere e supera i difensori con un leggero pallonetto.
All’unanimità è votato MVP del torneo, in cui brillano anche i talenti del compagno di reparto Pak Song-Chol, un altro “piccoletto tutto pepe”, del difensore Kang Il-Nam e del centrocampist a Ri Hyong-Jin. La RPDC chiude il torneo perdendo solo la partita inaugurale contro l’Uzbekistan e mettendo a segno 12 gol subendone solo 3.
L’exploit dei ragazzi di mister Jo Tong-Sop attira osservatori di tutto il mondo nel paese asiatico. Un osservatore del Monaco, Hedna Mustapha, in un’intervista ad AsiaOne lamenta la difficoltà di contattare la Federcalcio coreana, ma dichiara che la Corea del Nord ha moltissimi giocatori di talento e su tutti svetta Jong il Gwan. Il giornalista di AsiaOne Peter Stebbings si spinge addirittura a chiedersi “Nascerà in Corea il prossimo Messi?”.
Jong, pur essendo un giocatore di grande talento, si mette a servizio della squadra, come dimostrano le prime partite in nazionale maggiore, nella quale gioca spesso come esterno alto di centrocampo. In un’intervista dichiara: «Non mi sento come una stella della squadra, io sono solo uno degli undici giocatori in campo, e se gli undici funzionano come una squadra, vinciamo la partita, altrimenti no».
Con la vittoria nell’under-19 asiatico i coreani si qualificano ai Mondiali colombiani under-20, ma finiscono in un girone “infernale” con Messico, Argentina e Inghilterra: Jong parte titolare in tutte e tre le partite, ma soffre eccessivamente le attese e riesce a mettere in mostra le sue qualità solo nell’ultima sfida contro l’Albiceleste. La RPDC conquista solo un punto, 0-0 contro l’Inghilterra, e patisce due sconfitte contro Messico e Argentina, 3-0, il cui risultato nasconde le buone impressioni messe in campo dai coreani. Tra i talenti messi in vetrina ci sono Jang Song-Hyok, difensore centrale (classe 1991), Mun Hyok, centrocampista tuttofare (1993) e Pak Song-Chol, la spalla di Jong Il Gwan (1991).Da sottolineare il buon mondiale del terzino Kang Il-Nam, addirittura classe 1994.
Prima del Mondiale Jong non esclude un futuro in Europa: «mi piacerebbe giocare all’estero, un giorno, per esempio in Europa, ma ora questa è una seconda priorità nella mia vita, la prima cosa è quella di giocare questo torneo e fare un ottimo lavoro per il soddisfare il Generale (Kim Jong Il, nda)».
Esordisce in nazionale maggiore il 7 aprile 2011, nella sfida di qualificazione per la Challenge Cup contro lo Sri Lanka, subentrando al 23’, e due giorni segna il primo gol, decidendo la partita contro il Nepal, con una rete da opportunista, anticipando il portiere in uscita.
Nelle sfortunate qualificazioni per il Mondiale 2014, Jong è un titolare fisso e prende parte a tutte le partite della nazionale, compresa l’impresa della vittoria sul Giappone a Pyongyang.
Come detto, in nazionale gioca da esterno destro nel 4-2-3-1, ma nelle nazionali minori ha giostrato prevalentemente da seconda punta o da prima punta di movimento “alla Di Natale”, ruolo che predilige.

One comment

  1. Salve.

    Mi sono imbattuto casualmente in questo bellissimo blog e mi piacerebbe farle un’intervista da pubblicare sul mio, incentrata appunto sul movimento calcistico della Nord Corea.

    Qualora fosse disponibile mi contatti alla mail [email protected]

    La ringrazio in anticipo

    Andrea Bracco :)

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