Un po di gol dei nostri Zainichi

Kawasaki Frontale – Tokushima Vortis 4-0
Gol di An Byong-Jun al 5′ (1-0) @0:10

Tokushima Vortis – Albirex Niigata 1-2
Gol di Ri Yong-Jik all’89 (1-2) @ 2:12

Cerezo Osaka – Vegalta Sendai 0-1
Gol di Ryang Yong-Gi all’83’ (0-1) @

Vegalta Sendai – Omiya Ardia 2-2
Gol di Ryang Yong-Gi al 5′ (1-0) @0:03

Suwon Samsung Bluewings – Seognam 2-1
Gol di Jong Tae-Se all’80’ (2-1)@0:10

Coppa Est-Asiatica, seconda fase: passa la Corea del Nord

Rispettati i pronostici nella seconda fase della Coppa Est-Asiatica, con la qualificazione della Corea del Nord. Per i ragazzi di Pyongyang, anche se con una selezione sperimentale, senza molte stelle, due vittorie ed un ininfluente pareggio contro avversari di più basso rango, come Guam, Taipei Cinese ed Hong Kong.

Nella prima giornata, la Corea ha vinto 2-1 contro Hong Kong, soffrendo più del dovuto dopo le due reti di Ri Chol-Myong e O Hyok-Chol, con la parziale rimonta firmata da James Anthony McKee, inglese naturalizzato hongkonghese. Nell’altra gara cadono i padroni di casa, battuti da Guam con il medesimo risultato (2-1). Vantaggio firmato su rigore da Jason Cunliffe, capitano e stella dei Matos, e raddoppio dell’americano Shane Malcolm, attaccante del Kitsap Pumas (USL Premier Developement League). Gol della bandiera di Chen Hao-Wei, bomber taiwanese che gioca in Cina con i Beijing Baxy, squadra di serie B.

I coreani mettono la freccia nella seconda giornata, superando per 5-1 Guam, in una partita ben più complicata di quanto il risultato possa far apparire. Vantaggio coreano con Jong Il-Gwan, stella del Rimyongsu. I coreani provano a gestire la gara, ma nel secondo tempo Cunliffe sfrutta un errore di Ri Kwang-Il (il dodicesimo di Pyongyang capace di parare un rigore allo stesso Cunliffe nel primo tempo) e porta i suoi allo storico pareggio. La difesa coreana si disunisce e rischia di subire il gol beffa, ma Ri sfodera un paio di ottime parate. Al 72′ è ancora Jong Il-Gwan a trovare il gol del vantaggio che spiana la strada ai compagni, nonostante rimangano in 10 proprio per un infortunio di Jong a sostituzioni terminate. Guam però si sbilancia e i coreani trovano tre gol in contropiede, con giocatori subentrati: doppietta per Ri Sang-Chol e gol finale di Kye Song-Hyok.

Nell’altra gara Hong Kong stende Taipei, grazie alla rete di Lam Ka Wai, bomber del Kitchee, tenendo viva una fiammella per la qualificazione.
Nell’ultimo incontro, ad Hong Kong serviva una larghissima vittoria contro Guam, sperando in una sconfitta dei coreani contro già eliminata Taipei. Impresa impossibile, infatti le due gare si sono concluse con salomonici pareggi a reti bianche, che garantiscono il passaggio del turno ai ragazzi di Jo Tong-Sop.

La classifica marcatori si chiude con tre giocatori a due reti: Jong Il-Gwan, Ri Sang-Chol e Jason Cunliffe. Jong Il-Gwan è stato anche votato come miglior giocatore di questa fase. Per il giovane talento nordcoreano ora si apre la vigilia alla prima Coppa d’Asia da protagonista.
La fase finale della Coppa Est-Asiatica si giocherà tra l’1 e il 9 agosto a Wuhan, Cina, e metterà di fronte le due Coree, il Giappone e la Cina.

Coppa Est-Asiatica: qualificazione ottenuta

Ultima gara senza possibilità di “imbarazzi” per la RPDC che quando inizia la partita contro Taipei è già qualificata alla terza fase finale della Coppa Est-Asiatica. A garantire il primo posto è infatti lo 0-0 tra Guam ed Hong Kong.
I coreani schierano le seconde linee, con molti esordienti, e portano a casa un punto, fruttato dallo 0-0 finale.

Formazione coreana:
Ri Kwang-Il, Ri Chang-Ho, Jang Song-Hyok (C), Sim Hyon-Jin, O Hyok-Chol, Han Song-Hyok, Ri Sang-Chol (76′ Kye Song-Hyok), Ri Chol-Myong (78′ Pak Song-Chol), Ri Jin-Hyok, Rim Chol-Min (62′ So Hyon-Uk), Jong Il-Gwan. All: Jo Tong-Sop

Sollevamento Pesi, Lo Sport Proletario

fonte: Stato&Potenza

Nel commentare i risultati dei Mondiali di Sollevamento Pesi del 2013 (a Wrocław, Polonia, la Corea Popolare centrava il terzo gradino del podio nel medagliere, alle spalle di Cina e Russia), la Korean Central News Agency, l’agenzia centrale di Pyongyang, esaltava questo sport come una sorta di simbolo della diversa percezione sportiva tra il modello di sviluppo capitalista e quello socialista. L’agenzia di stampa governativa denunciò la natura prettamente commerciale degli sport nei paesi occidentali. Potenze come Stati Uniti, Regno Unito, Germania, Canada, Francia o Italia non erano riuscite a conquistare nemmeno una medaglia: «ciò che è decisivo per lo sviluppo dello sport negli Stati Uniti è il mercato e ciò che serve è la “domanda” non la medaglia olimpica o gli interessi del popolo». E continuava: «è un dato di fatto, nella società capitalista lo sviluppo dello sport dipende dal mercato, non da una politica statale e fare soldi è considerato più importante che l’onore della nazione». In occidente vengono quindi abbandonati sport “poco redditizi”, come il sollevamento pesi: «i paesi occidentali non hanno adeguato il sistema aggiornato di allenamento e, di conseguenza, i sollevatori di pesi promettenti non possono sviluppare i loro talenti».

Simbolicamente, Pyongyang ergeva a simbolo dello sport “proletario” o “non allineato” una disciplina povera, poco popolare, per nulla reclamizzata (vedi Marco Bagozzi, Patria, Popolo e Medaglie, Anteo Edizioni).

Gli Stati Uniti, ad esempio, pur essendo al quarto posto nel medagliere di tutti i tempi (alle spalle di Cina, Unione Sovietica e Bulgaria), testimoniando una tradizione vincente in questo sport, non vincono una medaglia dal 2005 (1 bronzo) e per trovare un titolo iridato bisogna tornare a vent’anni fa quando Robin Byrd vinse nella categoria 50 chilogrammi. Forse nella prossima edizione con l’organizzazione in casa, ad Houston, gli americani saranno spinti a fare meglio?

È indubbio che questo sport ha una tradizione consolidata nei paesi asiatici e dell’Europa dell’Est, ma anche Austria, Germania o Francia, ad esempio, hanno ottenuto nel corso della storia grandi risultati (sesti, settimi e diciottesimi nel medagliere assoluto).

In particolare l’Unione Sovietica era la patria di questo sport, visto che il primo paese socialista della storia è tutt’ora il secondo paese per numero di medaglie (appena 3 in meno della Cina) e sommando quelle dei paesi nati dalla sua dissoluzione non ci sarebbe storia per nessuno. Già Gianluigi Bragantin nel lontano 1952 ebbe a rilevare che «ad assistere ad una competizione di sollevamento pesi nell’Unione Sovietica si prova la stessa sensazione che si ha in Italia ad assistere ad una partita di calcio o ad una gara di inseguimento su pista» (Bragantin, Lo sport in URSS, pag. 153).

I mondiali conclusi ieri ad Almaty hanno confermato questa tendenza, con il medagliere dominato dagli stati eurasiatisti non allineati: Cina prima (4-1-5), Corea Popolare seconda (4-1-3), i padroni di casa del Kazakistan terzi (3-2-0), con la Corea che ribalta quelle che erano le gerarchie di Londra 2012 (Cina 5-2-0; Kazakistan 4-0-0, RPDC 3-0-1). Quarta la Russia (2-2-2). Gloria anche per l’Iran e per la balcanica e filooccidentale (ma ancora “proletaria” in campo sportivo) Albania, con un oro a testa. Via via si scende con Bulgaria, Taipei Cinese (Taiwan), Egitto, Indonesia, Turchia, Uzbekistan e Vietnam (solo 1 argento).

Il sollevamento pesi è una disciplina con due specialità, strappo (gli atleti sollevano il bilanciere sopra la testa con un unico movimento) e slancio (i movimenti sono due: bilanciere fino alle spalle e successivamente sopra la testa). Ad ogni categoria sono infatti consegnate tre medaglie: due “piccole” per i primi, secondi e terzi delle rispettive specialità, e una “grande” per i totali. Esiste anche quindi un medagliere allargato, che ha visto dominare la Corea Popolare con 12 ori, 3 argenti e 6 bronzi, con Cina (9-9-11) e Russia (7-5-6) alle spalle. Per la Corea è la prima volta nella storia che vince un medagliere in una manifestazione mondiale, un risultato incredibile se consideriamo che a Pyongyang e dintorni sono circa 900 i pesisti “professionali”, mentre in Cina sono circa 10.000.

Pyongyang ha portato a casa medaglie con i due “fuoriclasse” in campo maschile Om Yun-Chol (a soli 22 anni, oro olimpico, due Mondiali, 1 oro ai Giochi Asiatici e 1 oro ai Campionati Asiatici) e Kim Un-Guk (26 anni, oro olimpico, due Mondiali, 1 oro e 1 argento ai Giochi Asiatici e 1 oro e 1 argento ai Campionati Asiatici). Om, campione nella categoria 56 kg, fa parte del gruppo sportivo del 25 Aprile (esercito), mentre Kim, 62 kg, fa parte dell’Amnokgang (ministero dell’interno). In risposta a chi li accusava di doping l’ex pesista sudcoreano Jang Mi-Ran ha dichiarato: «si allenano, si allenano ancora un poco e poi…si allenano di nuovo» (e va aggiunto, nessun test recente ha mai trovato un pesiste nordcoreano dopato).

Altri titoli nel maschile sono andati alla Cina, con Liao Hui, 69 kg, (già campione olimpico e per la terza volta di seguito mondiale), all’Albania con Daniel Godelli, 77 kg, all’Iran con Kianoush Rostami, 85 kg, e al Kazakistan con Zhassulan Kydyrbayev, 94 kg, e Iljia Ilyn, 105 kg, che hanno fatto esplodere i tifosi di casa. Del 26enne di Qyzylorda, abbiamo già avuto modo di parlare visto che fa parte del Club Polisportivo Presidenziale Astana (http://www.statopotenza.eu/7969/lo-sport-kazako-alla-conquista-del-futuro), oltre ad essere un atleta straordinario, capace di vincere due olimpiadi, 4 mondiali, 2 medaglie d’oro ai Giochi Asiatici. Una vera e propria leggenda nel suo paese. Nei giganti +105 vince il russo Ruslan Albegov, stella del CSKA Mosca e già campione del mondo in carica.

Dominio cinese in campo femminile, con tre ori per Tan Yayun (48 kg), Deng Mengrong (58 kg) e Deng Wei (63 kg), oltre all’oro “rivendicato” della kazaka Zulfiya Chinshanlo (53 kg), rappresentante del popolo dungano (circa 51.000 in Kazakistan), termine utilizzato nell’ex Unione Sovietica per definire i musulmani di origine cinese, tanto da far sollevare polemiche da Pechino sulla reale nazionalità dell’atleta. Per la Chinshanlo nel palmares troviamo anche un oro olimpico e altri due mondiali. Due successi anche per Pyongyang con Ryo Un-Hui (69 kg) e Kim Un-Ju (75 kg) e medaglia nella giornata conclusiva per la russa Tatiana Kaširina (75 kg), con triplo record del mondo.

Il “vento caldo” che soffia sullo sport a Pyongyang (è il motto della via coreana allo sport voluta da Kim Jong-Un), la certezza assoluta ed implacabile di Pechino, la visione del futuro di Astana, la tradizione secolare di Mosca. Queste sono le realtà del sollevamento pesi mondiale. Lo sport proletario che simbolicamente segue la sua “missione eurasiatica”.

Marco Bagozzi

Ra Un-Sim: Talented Female Footballer

Pyongyang, November 18 (KCNA) — Among many talented female footballers in the DPRK is Ra Un Sim of the Amnokgang Sports Team who is active as the captain of the national women’s football team.
She made a big contribution to her team’s access to the first place in the women’s football event at the 17th Asian Games.
She has distinguished herself from others for her teamwork ability, fast running speed and superb scoring ability.
Kim Kwang Min, chief coach of the team, told KCNA that she is playing a key role in the team.
Born in Chongjin City, North Hamgyong Province, she began football at her age of 10.
She participated in the 2006 FIFA U-20 Women’s World Cup, the 24th Universiad, the 2013 East Asian Cup, the 6th East Asian Games and other games at which the DPRK team proved successful.
She was awarded the best player and top scorer prizes at the 2007 Asian U-19 Women’s Football Championship by scoring four goals.
In 2007, the Asian Football Confederation conferred Ra Un Sim the best junior female footballer prize.
She won the titles of the Kim Il Sung Youth Honor Prize and Merited Athlete in Juche 95 (2006) and the title of the DPRK Labor Hero in October this year.

 

 

Mother With Hero Daughter

All women want their children to perform great feats for the country. They find happiness and pleasure there.
Jang Yong Sil is the mother of Ra Un Sim, captain of the Korean team which came first in the women´s football match of the 17th Asian Games. Ra Un Sim was awarded the title of Labor Hero of the Democratic People´s Republic of Korea in October last.
Her mother Jang Yong Sil says:
“I can´t believe that my daughter Un Sim is heroine. I had never dreamed of it when she was learning football. I shed tears of joy on the day when the decree on awarding the title of Labor Hero to my daughter was issued. It is the greatest happiness to me as her mother.”
Jang Yong Sil has three daughters. Ra Un Sim is demonstrating the honour of the country through football. And two other daughters are demobbed officers who served in the army for national defence. Jang Yong Sil had planned to let her three daughters learn how to play the accordion. But she changed her mind when she was told that Un Sim was selected to football class after entering primary school.
One day she happened to read the diary of Un Sim with her determination to become a famous footballer and bag a gold medal. It was the thought of a little child, but she did not miss it. She thought that she, as mother, ought to help her daughter to realize her decision. But she was worried about her poor health.
Jang Yong Sil was concerned for her daughter to make physical preparations as footballer, cooking more dishes suited to her taste and making various tonics. Sometimes she pitied her daughter who was always tired, but let her unconditionally carry out the daily training plan. She made time to read lots of books on football for her daughter and when a game was held, she went to watch it and congratulated and scolded her. So Un Sim was summoned to a professional sports team through the football class of the primary school and the football group of the district juvenile sports school.
Ra Un Sim began to participate in international games from Juche 94 or 2005. In Juche 96 or 2007 she received three prizes–Prize of Most Valuable Player and Prize of Leading Goal Scorer of the Asian Youth Women´s Football Championship and the Asian Football Confederation Prize for the Best Young Woman Player of the Year.
Ra Un Sim fully displayed her ability at the 17th Asian Games as well. A good mother raises a good child. Seeing Heroine Ra Un Sim today, people unanimously praise the unknown efforts of her mother Jang Yong Sil.
Jang Yong Sil says:
“People envy me, saying I have a praiseworthy daughter. I only gave birth to her. The state found out the talent of my daughter even her mother had not noticed and brought her up systematically and today she has become a heroine. Under the good system, my daughter has become a famous footballer. And I am the happiest mother. I have nothing to want. I only think to support my daughter well so that she can live as befitting heroine.”
With such mind she is still encouraging her daughter shedding sweat with training.

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Situazione Coppa Est-Asiatica

Sarà solo una formalità l’ultima gara del girone di qualificazione alla fase finale della Coppa Est-Asiatica, tra RPDC e Taipei Cinese.
La classifica, al momento, recita:
RPDC 6 (+5 d.r.)
Hong Kong 3 (0 d.r.)
Guam 3 (-3 d.r.)
Taipei Cinese 0 (-2 d.r.)
Il regolamento prevede che nel caso di due squadre a parimerito il primo parametro da valutare sia la differenza reti.
Per passare il turno, quindi, alla Corea basta un pareggio ma potrebbe bastare anche non perdere con troppi gol di scarto (e conseguentemente Hong Kong o Guam dovrebbero vincere con una goleada) e considerando che Taipei ha perso le prime due gare sembra molto difficile.

Coppa est-asiatica: Guam – RPDC 1-5

Il risultato è bugiardo, perchè fino a dieci dal termine la RPDC stava soffrendo più del dovuto contro Guam.
Al 12′ prima emozione con Ri Kwang-Il che para un rigore a Jason Cunliffe. Due minuti dopo Jong Il-Gwan punisce la difesa oceanica e porta in vantaggio i suoi.
La partita si incanala con i coreani abili a gestire il vantaggio con personalità.
Ma nel secondo tempo i Matos scendono in campo con grande vigore fisico e su un errore di Ri Kwang-Il (altrimenti perfetto) trovano il pareggio proprio con Cunliffe. La difesa coreana si disunisce e rischia di subire il gol beffa, ma Ri sfodera un paio di ottime parate.
Al 72′ è ancora Jong Il-Gwan a trovare il gol del vantaggio che spiana la strada ai compagni, nonostante rimangano in 10 proprio per un infortunio di Jong a sostituzioni terminate. Guam però si sbilancia e i coreani trovano tre gol in contropiede, con giocatori subentrati: doppietta per Ri Sang-Chol e gol finale di Kye Song-Hyok.

Ri Kwang-Il; Jon Kwang-Ik, Jang Song-Hyok, Ri Yong-Chol, Ro Hak-Su; Ri CHol-Myong (54′ O Hyok-Chol), Pak Song-Chol (C), Sim Hyon-Jin (73′ Kye Song-Hyok), So Hyon-Uk; Jong Il-Gwan, Choe Won (50′ Ri Sang-Chol)

Remodeled May Day Stadium in Pyongyang

Pyongyang, November 14 (KCNA) — The May Day Stadium in the capital city of the DPRK has been successfully remodeled in a little more than 10 months, under the plan of the Workers’ Party of Korea on turning the country into a sports power.
The remodeled 150 000-seat stadium, located on scenic Rungna Islet, is flawless in architectural aesthetic and formative artistic aspects.
Its auditorium is arranged with red, blue and white plastic seats, reminiscent of the national flag.
The stadium has a football field covered with synthetic grass, a track with polyurethane rubber sheets and all other facilities needed to host international sports games.
Besides, it is equipped with such mass sports and welfare service facilities as table-tennis room, badminton court, mini-golf course, fitness and recovery rooms, restaurant and exhibition hall for exercise apparatuses.

Well-known Football Coach

Pyongyang, November 13 (KCNA) — The women’s football team of the DPRK took the first place in the 17th Asian Games, emerging one of the strongest teams in the world. The team’s success would have been unthinkable without the leading role of its chief coach Kim Kwang Min.
Kim Kwang Min, born in Pyongyang, began football at his age of 15 before joining the April 25 Sports Team one year later.
He was active as a back in the 13th Universiad and the 17th and 18th International Soccer Championships for King Cup, drawing attention of experts. Later, he was picked up as the chief coach of different women’s football teams.
He led his teams to winning the cups in the 22nd Universiad, the 4th Military World Games, the 15th Asian Games, the 2008 Asian Women’s Football Championships, the 2013 East Asian Cup and the 6th East Asian Games.
In 2008, the Asian Football Confederation awarded the DPRK team its best women’s football team prize and Kim Kwang Min its best coach prize.
Kim Kwang Min, a winner of the titles of the DPRK Labor Hero and the People’s Athlete, was selected as the best coach of the country in 2007, 2008 and 2013.

Kim Kwang Min