Monthly Archives: gennaio 2012

I coreani in Europa

Jong Tae-Se sta per sbarcare in Bundesliga: è ad un passo dal 1.FC Koln, che attualmente sta lottando per la salvezza nella massima serie.

L’attaccante coreano dovrebbe sostituire l’infortunato Lukas Podolski, fermo per infortunio.

Nel frattempo i due coreani del Wil FC, Rim Chol-Mi e Cha Jong-Hyok sono in tournee con la loro squadra in Spagna.

2011: i giocatori dell’anno

La KCNA annuncia che i giocatori Pak Nam Chol e Jo Yun Mi sono stati nominato rispettivamente calciatore maschile e femminile dell’anno.
Pak Nam Chol, centrocampista, è l’autore dello storico gol conto il Giappone.
Jo Yun Mi è capitana della nazionale femminile. E’ stata premiata anche l’anno scorso.

Gli altri atleti premiati sono Yun Jin Il (pattinatore maschile), Kim Un Guk (lottatore maschile), Jong Chun Mi (lottatrice femminile), Kim Un Ju (), Yang Kyong Il (lottatore maschile), Yang Chun Song (sollevatore pesi maschile), O Jong Ae (sollevatrice pesi femminile) e Jo Yong Suk (tiratrice maschile).

Gli allenatori premiati sono stati Pak Chang Il, Pak Ki Song e Sin Ui Gun.

 

 

Il calcio in Corea del Nord

Il calcio in Corea del Nord

blog: tonyface

“Con lo spirito Chollima” è un interessante, curioso e sorprendente libro sul calcio della COREA DEL NORD.

Paese misterioso da cui giungono scarse informazioni per lo più improntate al sensazionalismo o sui misfatti del regime socialista.

Marco Bagozzi, analista e collaboratore della rivista di studi geopolitici Eurasia, ha ripercorso la storia della nazionale di calcio nordcoreana dalle origini ai giorni nostri, destreggiandosi tra le numerose difficoltà di reperimento di notizie sull’argomento.

Dai numerosi successi in ambito giovanile e femminile ai traguardi storici dei Mondiali 1966 (ai quarti dopo aver eliminato proprio gli azzurri) e della sfortunata partecipazione a quelli del 2010, note sul complesso campionato nazionale, un discreto compendio fotografico, le storiche partite con la Corea del Sud.
Per chi mastica di calcio e non si accontenta delle bio di Ibra o dei libri patinati sul calcio moderno una lettura veloce e consigliata.

“Con lo spirito Chollima” (156 pagine, € 14,00) può essere acquistato scrivendo una mail a [email protected]

“Un gioco estremamente dinamico, molto muscolare”, scrisse il giornalista sportivo Enzo Foglianese nel 1966,
“La Corea del Nord lo praticò con primitiva aggressività e senza pensare in grande, cioè senza pensare”.

Ri Kwang-Chon al Tianjig Teda!

Il capitano della nazionale della RPDC ha trovato un accordo per trasferirsi nella squadra cinese del Tianjin Teda, con la quale giocherà la prossima China Super League e l’AFC Champions League.

Attualmente Ri sta cercando di ottenere il visto per la Turchia, per partecipare assieme alla sua nuova squadra al ritiro precampionato.

La prossima stagione cinese partirà il 12 marzo prossimo.

Nella translitterazione dal cinese Ri Kwang Chon è riportato come Li Guangchuan.

Nel Teda gioca il capitano della nazionale cinese, il difensore centrale Li Weifeng. L’allenatore è il croato Josip Kuze, già allenatore della nazionale albanese, del Mainz e della Dinamo Zagabria.

http://i1.sinaimg.cn/ty/j/2012-01-19/U2463P6T12D5914692F44DT20120119074153.jpg

Recensione di Massimo Grilli, Corriere dello Sport Stadio

LA COREA DEL NORD E IL CALCIO
Perché un libro sul calcio della Corea del Nord? Perché anche il calcio ci può aiutare a capire un Paese di cui sappiamo ben poco, al di là delle dispute con i cugini del Sud, le polemiche sulle armi nucleari e le scene di isteria che abbiamo visto in Tv per la recente scomparsa del Caro Leader Kim Jong-il; perchè per noi italiani l’eliminazione dai Mondiali inglesi del 1966 per mano del «dentista» Pak Doo-Ik (che poi, l’abbiamo saputo molto tempo dopo, non era dentista ma tipografo dell’esercito e professore di educazione fisica, e forse è anche peggio…) è una ferita ancora aperta; perché chissà dove lo spirito vincente di Chollima, il cavallo alato che incarna lo spirito rivoluzionario della nazione, spingerà prima o poi la Corea del Nord. Con l’entusiasmo dell’autentico appassionato e l’accuratezza di chi conosce bene la materia, Bagozzi ci trasporta nel calcio nordcoreano, nato ufficialmente nel 1955 e capace di finora di conquistare due qualificazioni alla fase finale del Mondiale, quella appunto del 1996 e quella più recente del 2010, segnata dalle lacrime del bomber Jong Tae-se durante l’esecuzione dell’inno nazionale. Nomi, personaggi, tabellini, tante foto, l’autore ci fa scoprire questo universo calcistico ancora largamente inesplorato, parlandoci dell’attività locale, delle sfide della nazionale, dell’esperienza dei calciatori nordcoreani all’estero, senza dimenticare il rapporto molto stretto tra lo sport più popolare e il regime. Un libro di nicchia, certo, da consigliare però ad ogni appassionato di calcio.

CON LO SPIRITO DI CHOLLIMA, 55 anni di calcio nella Repubblica Popolare Democratica di Corea; di Marco Bagozzi, Chollima Football Fans, 156 pagine, 14 euro.

 

http://www.corrieredellosport.it/libreria/2012/01/12-215256/Inter,+una+grande+notte.+La+Corea+del+Nord+e+il+calcio

Alla scoperta del calcio nordcoreano… (intervista a Eurosport)

Alla scoperta del calcio nordcoreano…

http://it.eurosport.yahoo.com/blog/eurolandia/scoperta-calcio-nordcoreano-162511764.html#more-id

Puntata speciale di EuroLandia, dedicata a un mondo semisconosciuto come quello del calcio nordcoreano. Ai Mondiali di Sudafrica 2010 la nazionale guidata da Jong Tae-Se (il “Rooney asiatico”, ricordate?) fece parlare di sé in tutto il mondo, ma ora come sta proseguendo la crescita del movimento? L’abbiamo chiesto a Marco Bagozzi, autore di un libro recentissimo a riguardo.

***

– C’è stato un episodio particolare che ti ha spinto a iniziare le tue ricerche e quindi a scrivere un libro sul calcio nordcoreano?

Tutto è partito con il Mondiale 2010: la curiosità mi ha spinto a cercare maggiori informazioni su questa squadra “sconosciuta”. Ho cominciato a raccogliere risultati, storie, ho trovato calciatori che hanno giocato e che giocavano in Europa, ho scoperto che esistono altri appassionati, ho visto il documentario inglese “The game of their Lives” e ho lanciato il blog “Chollima Football Fans“. La volontà di far conoscere questa storia mi ha quindi spinto a scrivere un breve saggio. Quando ho visto che le pagine cominciavano a diventare troppe, ho raccolto altro materiale ed è partorita l’idea del libro, che ho scelto di pubblicare senza editore per non rispondere a criteri “di mercato”.

– Dopo il Mondiale 2010, le lacrime di Jong Tae-Se e tutto il circolo mediatico che venne creato accanto ad esse, il calcio nordcoreano è cambiato?

Innanzitutto devo fare una doverosa premessa: in Corea il calcio e lo sport in generale non hanno la stessa valenza che hanno qui in Occidente. Da loro, anche grazie al dilettantismo di stato socialista, la mercificazione della prestazione sportiva è praticamente nulla. Gli aspetti più importanti sono quello formativo ed educativo. Per questo motivo è difficile “comprare” i giovani talenti coreani: ad un giornalista italiano che chiedeva informazioni su un giocatore il mito Pak Doo Ik rispose: “Venderei un mio calciatore ad una squadra italiana? Da noi non si vendono le persone”. Nonostante ciò il calcio è cambiato. Ora sono sei i nordcoreani che giocano in Europa e le prospettive di vederne altri nei prossimi anni è molto alta, anche se le difficoltà sono molte visto che sono pochi i paesi che riconoscono l’RPDC a livello diplomatico (tra questi c’è l’Italia). E cambierà ancora, soprattutto dopo l’impresa della nazionale contro il Giappone (vittoria 1-0 e fine della striscia positiva della nazionale di Zaccheroni): il tifo “inusuale”per una partita (chi è abituato a vedere le immagini provenienti da Pyongyan noterà un entusiasmo mai visto prima) e le grandi feste porteranno certamente ad uno sforzo del governo, alle prese con il cambio di potere e con le celebrazioni per il 100esimo anniversario della nascita di Kim Il Sung, anche nel mondo del calcio. In fin dei conti, l’apertura del “mercato”nordcoreano è uno spot anche per il governo oltre che un’ottima palestra per i giovani talenti.

– Si parlò poi molto anche dei “giocatori torturati” e del ct “costretto ai lavori forzati” dopo il flop sudafricano. Voci che però tu smentisci nel libro: come andò veramente?

Innanzitutto la  notizia proveniva da una “fonte anonima”e fu riportata da agenzie sudcoreana e da Radio Free Asia, finanziata dal Congresso Usa, e c’è un’inchiesta della FIFA che smentisce le punizioni. Poi abbiamo diverse testimonianze dei giocatori e la riconferma dell’intera rosa per la Coppa d’Asia di pochi mesi dopo. Kim Jong-Hun, l’allenatore “costretto a lavorare in un cantiere edile”, è allenatore della seconda squadra dell’esercito (il Sobaeksu). Inoltre dobbiamo pensare, per i motivi elencati sopra, che il calcio non è seguito con la stessa morbosità con cui viene seguito in Occidente. Anzi, in Corea è sicuramente meno seguito rispetto a Taekwondoo e Tennis Tavolo, gli sport nazionali: le discussioni sui risultati della nazionale hanno riscosso più interesse da noi che in Corea.

– Ci sono dei giovani nordcoreani che reputi pronti (già ora o in prospettiva) a sfondare nel calcio europeo?

Innanzitutto c’è il mio preferito: il difensore centrale Ri Kwang-Chon, 26 anni. Attualmente è il capitano della nazionale. Forte fisicamente e dotato di ottimo senso della posizione. Secondo me è già pronto per giocare in Europa. Tra i più giovani il più quotato è l’attaccante Jong Il-Gwan, miglior giovane asiatico nel 2010. Seconda punta veloce e talentuosa, lavorandoci sopra può diventare un ottimo prospetto anche per il calcio di alto livello. Tra i difensori va seguito Jang Song-Hyok, classe 1991. E non dimentichiamo che a livello giovanile la RPD Corea è campione di tutto in Asia: nel 2010 ha conquistato il titolo continentale sia nell’Under-16 sia nell’Under-19.

– Dopo questo libro, hai intenzione di proseguire le tue ricerche sul calcio nordcoreano e/o ti concentrerai anche su altre realtà del calcio asiatico?

Indicativamente il libro è uno work-in-progress, c’è quindi l’idea di sviluppare la ricerca, magari con l’aiuto dei coreani, con i quali sto cominciando a stringere i rapporti, nonostante la diffidenza. Già in questi giorni sto raccogliendo nuovo materiale.

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